#10 NELLA LETTERATURA

La borraccia viene citata soprattutto in testi sportivi o bellici; di seguito alcuni libri in cui questo oggetto compare:

(Bertolini 2015), Roberto Bertolini, La borraccia di Enea: L'impronta archetipica nelle memorie di un reduce, Italia: Officine Editoriali (Casa editrice digitale), 2015
"Enea, chiamato alle armi nel 1942 e catturato in Grecia dai tedeschi dopo l’otto Settembre 1943, conosce gli orrori della prigionia, la schiavitù del lavoro nella Ruhr e l’incubo della fame. Nella sua personalità emerge, tratto distintivo dell’influsso archetipico ermetico, l’acume di uno spirito di osservazione che arriva fino agli sfumati contorni della realtà intima; la capacità di focalizzare all’istante il particolare decisivo delle circostanze gli vale la salvezza nel calvario delle peripezie; l’attitudine allo sguardo interiore gli permette di penetrare nel profondo degli accadimenti. Il filo conduttore sotteso all’elaborazione letteraria, interseca il vissuto di Enea con attinenti riferimenti mitologici, linguaggio simbolico del richiamo archetipico che informa la matrice psichica collettiva. Ermes salvifico, la giara di Ares, la ferita di Telefo, le pietre di Deucalione, il viaggio agli inferi di Psiche, il ratto di Persefone sono luoghi del mito che arricchiscono il passaggio dell’esperienza di Enea di un contenuto universale. La sua vicenda umana viene raccontata in tono aneddotico grazie ad un distacco temporale in grado di stemperare l’impatto angosciante dei ricordi."

(Marchesini, Mazzi, Spada 2001) Daniele Marchesini, Benito Mazzi, Romano Spada, Pàlmer, borraccia e via!, Portogruaro: Ediciclo, 2001
"Un interessante trattato storico scritto in modo scorrevole, insolito e particolare; fedele nei dati e nelle notizie, prezioso per il notevole materiale fotografico, raccontato con abile stile e felice prosa. Il libro punta l'attenzione su tutto quello che nel tempo ha reso la bicicletta una presenza amica nella vita quotidiana, ma anche il mezzo attraverso il quale si pratica uno sport affascinante. Quest'opera ci farà scoprire quali sono stati gli "antenati" della bicicletta, quali furono i primi velocipedi in Italia, quando nacque il ciclismo, quali furono i primi sponsor, quando sorsero i primi organismi sociali e tante altre curiosità sul magico mondo della bicicletta."

(Ceriani 2005) Marco Ceriani, I diari della borraccia. Ricordi, alimentazione e integrazione. Cinque anni al seguito del pirata, Milano: Libreria dello Sport, 2005
"Dopo molti anni di stretta collaborazione con atleti professionisti di varie discipline sportive, Marco Ceriani si è reso conto che l’alimentazione e soprattutto l’integrazione rimane ancora oggi una pratica sconosciuta e mal praticata dai più, siano essi atleti di alto livello, dilettanti o persone comuni.
La sua principale occupazione, oltre alla ricerca e alla divulgazione, consiste nel dirigere una azienda di integratori alimentari. Tale compito accentua la sua curiosità per tutto ciò che appartiene alla sfera della nutrizione, degli alimenti. Questa curiosità alimentare gli è utile sul lavoro, perché non ci si può limitare a mettere dei nutrienti in un barattolo, etichettarlo, pubblicizzarlo in qualche modo e chiedere alla gente di comperarlo. Si devono studiare attentamente gli utilizzatori, esaminare quale sia il prodotto o la marca preferita, valutarne il modo di utilizzo, le componenti maggiormente richieste e quelle meno apprezzate. Insomma, è fondamentale arrivare a conoscere bene chi consumerà il prodotto. Solo in questo modo si è sicuri di immettere sul mercato un prodotto di successo.
In questo libro ha riassunto i suoi interventi nell’ambito dello sport del ciclismo, come tecnologo alimentare e come consulente per l’integrazione. L’approccio all’alimentazione e all’integrazione nello sport è semplice ma non semplicistico, utile per tutti coloro che si avvicinano al mondo della nutrizione.
Il libro è anche e soprattutto un ricordo dedicato a un uomo la cui vita si è indissolubilmente legata, per cinque anni intensi, con l’attività di una azienda. Pensieri personali, senza alcuna pretesa di completezza di cronaca. A volte si tratta di ricordi felici, a volte di ferite aperte, e forse per sempre. Esperienze che mai avrei pensato di divulgare, fino a quando non ho incontrato la Fondazione Marco Pantani O.N.L.U.S.
Marco ha sempre aiutato concretamente i bambini bisognosi; aveva un sogno: “portare un sorriso sul volto di tutti i bambini del mondo”."

(Grasso 2020) Isidoro Grasso, La Borraccia, Roma: Europa Edizioni, 2020
"In una cantina situata in un condominio del quartiere africano di Roma, un anziano venditore ambulante, anche pulitore di cantine, che aveva un banco nel famoso mercatino di Porta Portese in Roma, rinvenne un bel cofanetto. Egli preferì non vendere questo oggetto ma regalarlo ad un amico. Il cofanetto conteneva anche molte lettere scritte da una tale signora Laura di Cesena alla sua amica Francesca abitante a Roma. In questo libro sono riportate integralmente le suddette lettere. Vi commuoverete fortemente perché contengono una storia d’amore ma anche di morte. È l’amore di una donna, Laura, non più giovanissima, per Mauro, un falegname anche lui nativo di Cesena, rimasto vedovo per la morte della moglie. L’amore che ne scaturisce è un sentimento pulito e semplice sottomesso però alle imperscrutabili leggi del fato. La loro storia s’intreccia con quella di Pantani, il famoso campione di ciclismo, trovato morto in un albergo di Rimini il 14 febbraio 2004."

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